Vai al contenuto
Home
Il Team Insight
Utilities Calcolatore Termini Simulazione Fattura
PRENOTA CONSULENZA
PASSARO DIRITTO & COMPLIANCE
Privacy & Data Protection · Milano

Privacy e Data Protection per le imprese: dalla documentazione ai processi reali

Un’impresa può avere informative, nomine e policy e avere comunque processi privacy incompleti o non aggiornati. Il problema non è possedere i documenti: è sapere quali dati vengono trattati, perché, da chi, con quali strumenti e fornitori, per quanto tempo e che cosa accade se qualcosa va storto.

Lo Studio Legale Passaro offre a Milano consulenza sul Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR) e sulla protezione dei dati alle aziende (piccole e medie imprese, PMI, società di servizi e tecnologiche), per costruire e mantenere un assetto privacy proporzionato alla realtà dell’impresa.

Riconoscere la situazione

Quali di queste situazioni vi riguardano?

Chi cerca un avvocato privacy a Milano per la propria azienda raramente parte da zero: di solito ha già documenti, fornitori e software, e un evento o un cambiamento che li mette alla prova.

“Abbiamo già la documentazione GDPR, ma non sappiamo se è aggiornata”

Informative, nomine e registri creati anni fa possono non riflettere più software, fornitori, processi o organizzazione attuali.

“Non è chiaro chi deve fare cosa”

Ruoli, autorizzazioni, responsabilità e procedure interne non sono definiti, e ciascuno gestisce i dati a modo suo.

“Stiamo introducendo un nuovo software o un nuovo fornitore”

Occorre capire quali dati sono coinvolti, quali ruoli privacy assumono le parti, quale contratto serve (spesso un Data Processing Agreement, DPA) e se ci sono trasferimenti o rischi da valutare.

“Dobbiamo capire se serve una valutazione d’impatto”

Un trattamento può avere caratteristiche che richiedono una Valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (DPIA), cioè una valutazione più strutturata del rischio.

“Abbiamo avuto un data breach”

Occorre ricostruire i fatti, valutare il rischio, documentare le decisioni e verificare se sono previste notifiche o comunicazioni.

“È arrivata una richiesta da un interessato”

Accesso, cancellazione, opposizione, rettifica, portabilità: la richiesta va gestita attraverso una procedura chiara e nei termini previsti.

Sono situazioni diverse con la stessa origine: la documentazione non descrive più, o non ha mai descritto, ciò che accade davvero.

Documenti e processi

Una privacy policy corretta non basta se il processo reale funziona diversamente

La compliance privacy non coincide con avere un fascicolo GDPR. Informative, contratti e registri hanno valore quando descrivono e sostengono ciò che l’organizzazione fa davvero.

Sulla carta
Nell’operatività
Sulla cartaL’informativa descrive certi trattamenti e certe finalità.
Nell’operativitàIl software in uso raccoglie o utilizza altri dati, per scopi che il documento non prevede.
Sulla cartaIl contratto assegna al fornitore un determinato ruolo privacy.
Nell’operativitàNei fatti il fornitore agisce con un margine di autonomia diverso, e il ruolo non corrisponde.
Sulla cartaEsiste una procedura per il data breach.
Nell’operativitàNessuno sa con certezza chi deve attivarla, con quali tempi e con quali informazioni.
Sulla cartaIl registro delle attività di trattamento è stato compilato.
Nell’operativitàNel frattempo sono stati introdotti nuovi strumenti che nel registro non compaiono.
Sulla cartaLe richieste degli interessati sono previste nelle policy.
Nell’operativitàVengono gestite caso per caso, da chi le riceve, senza un percorso condiviso.

La documentazione deve descrivere e sostenere il processo reale.

Il sistema privacy

Conoscere, organizzare, gestire: la privacy come processo continuo

Un assetto proporzionato non nasce dai modelli di documento: parte dai trattamenti reali, si traduce in regole e contratti e si misura quando arrivano richieste, eventi e cambiamenti.

01

Conoscere

Mappare i trattamenti

Prima delle regole, la realtà: chi tratta quali dati, per quale scopo e con quali strumenti.

  • Trattamenti e dati coinvolti
  • Finalità e persone interessate
  • Strumenti e software utilizzati
  • Fornitori e tempi di conservazione
02

Organizzare

Definire le regole

Trasformare ciò che emerge in un assetto stabile, proporzionato a dimensioni e rischi dell’impresa.

  • Ruoli e responsabilità interne
  • Basi giuridiche, informative e consensi quando necessari
  • Accordi e nomine con i fornitori
  • Registro delle attività di trattamento
  • Procedure e formazione
03

Gestire

Applicare il sistema

Far funzionare l’assetto quando arrivano richieste, nuovi progetti, incidenti o cambiamenti.

  • Richieste degli interessati
  • Nuovi software, fornitori e progetti (privacy by design)
  • Valutazioni d’impatto quando necessarie
  • Data breach
  • Cambiamenti organizzativi

Un nuovo strumento, un nuovo fornitore o un evento imprevisto riportano al primo passaggio: il sistema si aggiorna insieme all’impresa.

Cosa può fare lo Studio

Assistenza organizzata per aree, non per pacchetti

La consulenza GDPR per le aziende si costruisce sui trattamenti effettivi: lo Studio può intervenire sull’assetto nel suo insieme o su singole aree, in base a dimensioni, settore e rischi dell’impresa, senza partire da documentazione standard.

Area 1

Governance e accountability

Come l’organizzazione si struttura per rispondere dei propri trattamenti.

  • Mappatura dei trattamenti
  • Registro delle attività di trattamento
  • Ruoli, responsabilità e autorizzazioni
  • Procedure privacy aziendali
  • Formazione del personale
  • Privacy by design nei nuovi progetti
Area 2

Documenti e rapporti con gli interessati

Ciò che l’impresa dichiara alle persone, e come lo mette in pratica.

  • Informative e privacy policy aziendale
  • Basi giuridiche e consensi, quando necessari
  • Procedura per le richieste degli interessati
  • Conservazione e cancellazione dei dati
  • Coerenza tra documenti e trattamenti effettivi
Area 3

Fornitori e contratti

I dati escono dall’impresa attraverso software e servizi: i rapporti con chi li tratta vanno qualificati e regolati.

  • Qualificazione dei ruoli (titolare, responsabile, contitolare)
  • Nomine e DPA con i fornitori
  • Servizi in cloud e software as a service (SaaS)
  • Verifica dei nuovi fornitori
  • Trasferimenti internazionali, quando rilevanti

Quando un trattamento utilizza sistemi di intelligenza artificiale, alla disciplina privacy si affianca quella dell’AI Act. Lo Studio la tratta in una pagina dedicata.

AI Act & AI Governance
Gestire ciò che accade

Valutazioni, incidenti e richieste: il sistema alla prova

Una valutazione d’impatto, un data breach, una richiesta di accesso non sono adempimenti isolati: sono i momenti in cui si vede se documenti e procedure reggono.

Valutare

Valutazione d’impatto

La DPIA non serve per ogni trattamento: serve quando il trattamento può presentare un rischio elevato per le persone, secondo i criteri applicabili. Richiede una valutazione strutturata del trattamento, dei rischi e delle misure.

  • Si valuta caso per caso, senza automatismi
  • Parte dal processo effettivo, non dal modulo
  • Si collega a nuovi software e nuove tecnologie
Prepararsi e rispondere

Data breach

Nel momento dell’incidente la difficoltà non è solo capire se notificare al Garante: prima occorre sapere che cosa è accaduto.

Prima dell’incidente

Una procedura interna chiara: chi rileva, chi decide, chi documenta e come si coinvolgono IT e fornitori.

Gestione dell’incidente

Ricostruire i fatti, i dati e le persone coinvolte e le possibili conseguenze; verificare le misure adottate; documentare la valutazione; decidere se ricorrono obblighi di notifica o comunicazione.

Rispondere

Richieste degli interessati

Per il titolare del trattamento una richiesta è un processo da gestire: riconoscerla, verificare l’identità, individuare i dati, rispondere nei termini e documentare. I diritti previsti dagli artt. 15-22 GDPR sono:

  • Accesso
  • Rettifica
  • Cancellazione
  • Limitazione
  • Opposizione
  • Portabilità, quando applicabile

Una procedura condivisa evita che ogni richiesta sia gestita in modo diverso.

Metodo

Come lavoriamo

Dall’analisi di come circolano i dati alla costruzione di presidi che l’impresa possa davvero usare, con priorità proporzionate al rischio.

  1. Capiamo come circolano i dati

    Persone, processi, software, fornitori, finalità e documentazione esistente: da qui si parte, non da un modello.

  2. Individuiamo gap e priorità

    Non tutti gli interventi hanno lo stesso peso. Distinguiamo:

    • ciò che manca
    • ciò che è obsoleto
    • ciò che richiede una procedura
    • ciò che necessita di una valutazione più approfondita
  3. Costruiamo e manteniamo i presidi

    Documenti, contratti, procedure, formazione e supporto operativo, aggiornati quando l’impresa cambia.

Lo Studio non rilascia certificazioni GDPR: assiste l’impresa nella costruzione e nel mantenimento di presidi proporzionati. Nessun assetto può garantire una conformità assoluta, e ogni valutazione dipende dai trattamenti effettivi.

Esperienza

Dalla normativa ai processi aziendali

La competenza dello Studio in materia di protezione dei dati unisce esperienza giuridica di lungo periodo e pratica sui processi dell’impresa: non solo come si scrive un contratto con un fornitore, ma come si organizza un registro, si prepara una procedura di data breach o si valuta un nuovo software.

Il team dello Studio
Dalla L. 675/1996 al GDPR

Avv. Alfredo Passaro

  • Esperienza in materia di protezione dei dati personali già nella vigenza della L. 675/1996
  • Attività privacy sviluppata successivamente con il GDPR
  • Esperienza in audit e privacy compliance
Data Protection operativa

Avv. Lorenzo Passaro

  • Informative, consensi, nomine e accordi sul trattamento
  • DPA, registri delle attività di trattamento e accountability
  • DPIA e gestione del data breach
  • Privacy in contesti tecnologici e rapporti tra GDPR, tecnologie e intelligenza artificiale
  • Esperienza operativa maturata anche all’interno di un’impresa
  • Formazione specialistica in materia privacy
Domande frequenti

Le domande più comuni sulla privacy in azienda

Le questioni che amministratori, responsabili legal, HR e IT pongono più spesso a un avvocato GDPR quando si occupano dell’organizzazione privacy dell’impresa.

Una PMI deve davvero occuparsi del GDPR anche se tratta pochi dati?

Sì, nella misura in cui tratta dati personali: quelli di dipendenti, candidati, clienti, fornitori o utenti rientrano nel GDPR anche in un’organizzazione piccola. Cambia la proporzione, non il principio: per una PMI l’assetto può essere più snello. Per le organizzazioni più piccole alcuni obblighi prevedono esenzioni o regole specifiche, che devono comunque essere verificate sui trattamenti effettivi e sulle condizioni previste dal GDPR.

Avere informative e nomine significa essere adeguati al GDPR?

Non necessariamente. Informative e nomine sono parti del sistema, ma hanno valore se corrispondono ai trattamenti effettivi, ai ruoli reali e alle procedure con cui l’impresa lavora. Una verifica di coerenza tra documenti e processi è di solito il primo passo utile: mostra che cosa è ancora corretto, che cosa è obsoleto e che cosa manca.

Quando deve essere aggiornata la documentazione privacy?

Non c’è una scadenza fissa uguale per tutti. La documentazione va rivista quando cambia ciò che descrive (nuovi software o fornitori, nuove finalità, cambiamenti organizzativi, nuove categorie di dati) e, in ogni caso, periodicamente, per verificare che continui a corrispondere alla realtà. È una conseguenza del principio di responsabilizzazione (accountability) del titolare del trattamento.

Quando è necessaria una DPIA?

Quando un trattamento può presentare un rischio elevato per i diritti e le libertà delle persone, secondo i criteri del GDPR e le indicazioni delle autorità. Non è richiesta per ogni trattamento e non esistono automatismi: si valuta caso per caso, considerando natura, ambito, contesto e finalità del trattamento. Se ne ricorrono i presupposti, la valutazione va condotta prima di avviare il trattamento e deve partire dal processo reale, non da un modulo compilato in astratto.

Che cosa deve fare un’azienda in caso di data breach?

Anzitutto ricostruire i fatti: che cosa è successo, quali dati e quante persone sono coinvolti, quali conseguenze possono derivarne e quali misure sono già state adottate. Su questa base si valuta il rischio per le persone e si decide se ricorrano gli obblighi di notifica all’autorità (in linea generale senza ingiustificato ritardo e, ove possibile, entro 72 ore da quando il titolare ne è venuto a conoscenza) o di comunicazione agli interessati. La valutazione va documentata anche quando si conclude che non occorre notificare. Una procedura definita prima dell’incidente rende queste decisioni molto più rapide.

Come deve essere gestita una richiesta di accesso ai dati?

Il titolare deve riscontrare la richiesta senza ingiustificato ritardo e, in linea generale, entro un mese dal ricevimento, con possibilità di proroga nei casi complessi previsti dal GDPR. In pratica occorre riconoscere la richiesta come tale, verificare l’identità di chi la presenta, individuare i dati nei diversi sistemi, valutare eventuali limiti (per esempio i diritti di terzi) e documentare la risposta. Una procedura interna evita di improvvisare ogni volta e di far dipendere l’esito da chi riceve la richiesta.

Che cosa bisogna verificare quando si utilizza un nuovo fornitore SaaS o cloud?

Quali dati saranno trattati e per quali finalità; quale ruolo privacy assume il fornitore (per esempio responsabile del trattamento); che cosa prevede il contratto o il DPA, compresi eventuali sub-fornitori; dove si trovano i dati e se sono previsti trasferimenti verso Paesi terzi; quali misure di sicurezza sono garantite; se il trattamento richiede una DPIA. È preferibile fare queste verifiche prima dell’attivazione del servizio, quando le condizioni contrattuali sono ancora negoziabili.

Lo Studio può fornire assistenza privacy continuativa?

Sì. Oltre agli interventi puntuali (una verifica di coerenza, un contratto con un fornitore, una valutazione), lo Studio può affiancare l’impresa in modo continuativo: aggiornamento della documentazione, analisi di nuovi fornitori e progetti, gestione di richieste ed eventi. Il formato si definisce in base a dimensioni, settore ed esigenze dell’organizzazione.

Documenti e processi

La documentazione è utile solo se descrive ciò che accade davvero

Un confronto con lo Studio parte da come la vostra organizzazione tratta realmente i dati: da lì si capisce che cosa è già a posto, che cosa va aggiornato e che cosa richiede una procedura.